Daniel Silva


 

30/03/2013 - Daniel Silva

Iniziamo questa serie di interviste con un Vespista di origini argentine, socio del Vespa Club Parma, che per anni è stato al top per quanto riguarda il Turismo in Vespa: Daniel Silva


Ciao Daniel, iniziamo con il chiederti come ti sei avvicinato al mondo Vespa.


Appena arrivato in Italia nel ’95 mi diedero in prestito una Vespa 50R per muovermi nel paese dove abitavo, il primo giorno ho dovuto fare due volte il pieno. Poi nell’epoca della rottamazione con 500mila lire me la portai a casa.

Che Vespa possiedi? C'è una delle tue Vespa a cui sei piu legato sentimentalmente e se si perche?

Tra Vespa targate e non ne ho una decina, ma la mia Sprint del ’65 è la mia preferita perché la trovai bene conservata e con pochi km. Era del sig. Soracchi nativo di Tornolo che le voleva bene, anche se non la usava da tanto tempo non la voleva vendere, ma vedendo come curavo e usavo la mia 50R un giorno mi fermò e mi mostrò il gioiello. Fu amore a prima vista, Soracchi ormai non cè piu, ma per me vive ancora nella sua Vespa.

Hai vinto più volte il campionato di Vespa turismo, con dei Kilometraggi incredibili, ricordaci in che anni lo hai vinto e cosa ti ha spinto a vincerlo!

Subito mi sono iscritto al vespa club di Parma, e il mio primo raduno fu a Peccioli nel 2000 dopo siamo andati a Piacenza e a Bergamo. A fine anno durante la cena sociale mi regalarono un treno di gomme perché ero il socio con la residenza nel comune piu distante dalla sede di Parma e per tanto per ogni raduno dovevo fare 80km solo per presentarmi alla partenza. Allora presi la decisione di fare onore a quel regalo, l’anno 2001 arrivò il primo trofeo turistico individuale e poi nel 2002 il secondo, già in sella al mio 200pe.

Per la tua strada avrai sicuramente incontrato tantissime persone, che avranno sicuramente aumentato il tuo bagaglio di vita, hai degli aneddoti da raccontarci?

Nel mio caso particolare da nato all’estero ho conosciuto l’intera Italia con la vespa, con i raduni si gustano le caratteristiche di ogni regione e le persone che si incontrano sono tantissime. Mi vengono in mente tante persone, compagni di viaggio, ecc, che vorrei rivedere ma che per motivi diversi non posso. E sono sempre nei miei ricordi le persone che se ne sono andate, come il Sogno di Biella, Macedonio di Parma o la ragazzona bionda della Riviera dei Fiori.

Quale il viaggio che è rimasto positivamente nei tuoi ricordi, quale il piu "estremo" e quale la piu brutta esperienza?

Il piu estremo è stato la spedizione all’Elefantreffen per la preparazione del Raid in Patagonia nel 2005, freddo e tanti problemi, comunque siamo stati fortunati che il tempo fosse buono altrimenti non sarebbe stato possibile arrivare fin là. Poi di cose brutte me ne sono capitate tante, come l’incidente a Verona dove quasi ci restavo, ero da solo ma nel giro di poche ore c’era già il Lando del V. C. Bovolone ai piedi del mio letto… Ma la più brutta esperienza rimane quando mi sequestrarono la Vespa in Germania, a Monaco durante il raduno del Registro Storico del 2001, non avevo la patente per guidare il 150 quindi dovevo pagare la multa. Con me c’era Pippo del V. C.  Reggello che mi prestò i soldi per la multa, mentre i ragazzi di Parma guidarono la Vespa al ritorno fino al confine con l’Austria, cose brutte, meno male che c’erano loro, grazie ancora ragazzi!

Da qualche anno, dopo che ti sei fatto una famiglia, ti si è visto piu poco nel mondo Vespa, hai intenzione di "riapparire" o di continuare a viverti la Vespa nel tuo privato?

Anche se attualmente non partecipo ne ai raduni del VCI ne ai Raid di VOL, mantengo ancora intatta la stessa voglia di partire in sella e ritrovare i vecchi amici, spero di poterlo fare in futuro quando calerà la pressione dagli impegni familiari. Le Vespa le conservo tutte con la speranza di poter fare ancora tanta strada insieme a loro.

Vuoi aggiungere qualcosa e salutare qualcuno?

Voglio cogliere l’occasione per abbracciare te Vittorio e tutti i vespisti che leggendo questa intervista si ricordano di me, che sappiano che anche se non mi si vede più in giro non li dimentico ne dimentico tutto quello che mi hanno dato.

Intervista a cura di Vittorio Vernazzano del Vespa Club Genova