Leonardo Pilati


 

13/05/2013 - Leonardo Pilati

Oggi intervistiamo Leonardo Pilati del Vespa Club Rovereto, dal 2011 consigliere del Vespa Club d'Italia, e per anni tra i migliori nello sport in Vespa nelle specialità Gimkana e Trial, vincendo campionati italiani ed europei.

Ciao Leonardo, raccontaci prima il tuo primo approcio alla Vespa e poi a quello delle gare in Vespa.
Ho avuto la mia prima 50 Special usata, a 14 anni e tra me e la vespa c’è stato subito il giusto feeling. La mia prima fortuna sportiva è stata lavorare nell’officina del Presidente del Moto Club Pippo Zanini di Rovereto. Siccome nella pausa di mezzogiorno facevo le impennate davanti alla ditta, lui aveva paura che mi facessi male e che non andassi al lavoro. Quindi mi regalò la tessera della FMI facendomi promettere che avrei partecipato alla Gimkana la domenica successiva e che in quel modo avrei sfogato la mia voglia di esibirmi.
A quella gara mi classificai terzo, davanti a me si classificò un “certo” Luigi Frisinghelli, in questo modo iniziò per me una lunga carriera sportiva in Vespa e con altre moto, che continua tutt’ora dopo quasi quarant’anni.

Iniziamo con la Gimkana, hai vinto parecchi campionati italiani e un europeo, ricordaci il tuo palmares e poi raccontaci quale la vittoria di cui vai più orgoglioso e perchè, e quale la gara che ti ha lasciato più l'amaro in bocca...

Nella Gimkana ho vinto appunto 1 Campionato Europeo, 18 Campionati Italiani individuali e quattro a squadre, inoltre ho vinto 4 Coppe Italia individuali e tre a squadre, un Campionato Vespa Racing Team, due Iron Vespa, e moltissime gare anche all’estero. La vittoria che mi ricordo maggiormente è forse quella del Campionato Italiano del 1985 a Legnago dove, oltre al titolo italiano c’era anche in palio una Vespa. La formula delle partenze doppie ad eliminazione diretta era molto spettacolare e c’era presente molto pubblico. Insomma, una grande gara ed una grande vittoria, bissata poi lo stesso anno alla gimkana al Motor Show di Bologna.
Delusioni sportive ne ho avute poche, e sempre ho dato la colpa a me stesso per non essermi preparato abbastanza, ma una occasione me la ricordo: eravamo ai campionati Europei del 1996 ad Erlanghen in Germania, al sabato vinsi la Gimkana e la sera si festeggiò con un  fiume di birra. Il giorno dopo c’era il Trial ed io mi ero preparato tantissimo, ma l’equilibrio…..era precario, all’ultima zona ero in testa ed ho pensato di avere già vinto ma invece sono caduto perdendo il campionato. Ecco, sono l’unico pilota ad avere vinto due europei di due specialità diverse, ma la doppietta lo stesso anno mi manca….ma è stata solo colpa mia….e della birra….
A proposito sono anche l’unico pilota ad essere salito sul podio Europeo in tutte tre le specialità, Trial, Gimkana e Vesparaid, sia individuale che a squadre, con il terzo posto all’Europeo di Vesparaid di Ancona nel 2010.

Vespa Trial, è una disciplina quasi sconosciuta qui in Italia, praticata soprattutto da voi del Vespa Club Rovereto... all'estero è piu seguita? anche in questa disciplina hai avuto le tue belle soddisfazioni, vuoi raccontarci qualcosa in particolare?

La mia maggiore soddisfazione del Trial in Vespa è quella di averlo portato per primo in Italia e di avere poi inventato la versione indoor. A livello sportivo mi ha dato 7 titoli Europei individuali ed 8 a squadre, inoltre diverse copertine della rivista del Vespa Club d’Italia che mi hanno fatto conoscere anche visivamente e non solo di nome da tutti i vespisti italiani.
Il Trial in Vespa è una specialità molto specifica, è praticato ancora in Germania e lo era anche in Svizzera e Belgio, ma ormai i piloti sono pochissimi e la specialità si sta esaurendo. Sicuramente il passaggio dalla FIV al Vespa World non ha fatto bene alle discipline sportive che hanno visto morire i Campionati Europei di Trial, di Gimkana ed ultimamente anche di Vesparaid.
Sul mio libro ci sono molti aneddoti sul Trial Vespa in giro per l’Europa ma quello che mi ricordo di più è quando nell’87 siamo andati per la prima volta a fare una gara a Mannheim in Germania, siccome ho vinto la gara, gli organizzatori hanno fatto suonare alla premiazione il “Va Pensiero” da un complessino locale e non si è mai capito se è perchè non sapevano l’inno di Mameli o se pensavano che l’inno italiano fosse quello.

Negli ultimi anni c'è stato un boom di gare ufficiali di Gimkana in giro per l'Italia, come spieghi questo fenomeno? Pensi che si debba espandere ancora o ci sono abbastanza gare? Ci sono giovani promettenti in cui rivedi un po il tuo passato?

Cinque anni fa ho portato delle proposte di rilancio dello Sport in Vespa al Consiglio del Vespa Club d’Italia ed ho ottenuto il permesso di organizzare la Coppa Italia di Gimkana. Io ero convinto del grosso potenziale di appassionati che però non era in nessun modo sfruttato. La Coppa Italia di Gimkana è servita per andare a cercare i piloti dove già c’erano e per risvegliare club con interessi sportivi assopiti. In questo modo se ne è parlato molto, dopo un paio di anni sono nate una settantina di manifestazioni in  Italia, in quasi tutte le regioni. Questo ha permesso di fare una Coppa Italia molto prestigiosa con una dozzina di manifestazioni, cambiando spesso gli organizzatori, anche perché ci sono moltissime richieste di organizzazione. Certo, i maggiori piloti sono al Nord Est, e vorrebbero tutte le gare vicino a loro, ma la Coppa Italia si chiama così proprio perché deve andare in giro per l’Italia. Inoltre se andiamo a vedere, i maggiori piloti sono nel Nord Est ma le gare con il maggior numero di partecipanti sono a Sassari e Caltanissetta….
Con l’istituzione della categoria Promo si stanno formando anche dei buoni e soprattutto giovani piloti. Faccio fatica però a fare un paragone con i miei tempi, quando si andava a fare le gare partendo in Vespa da casa, magari sotto la pioggia, magari a cento chilometri, con le stesse gomme da strada. Ora le possibilità sono diverse, i giovani non devono fare particolari sacrifici, ma la competitività è forse maggiore. Certo è che l’esperienza è molto importante nella Gimkana, alle volte più dell’ardimento della giovinezza, vedremo se i giovani sapranno decisamente emergere sulle vecchie guardie.

Di contro però sono diminuite le gare di Vespa raid ia calendario Vespa Club d'Italia, quest'anno ci sarà una prova unica, ma garene vengono comunque organizzate con campionati regionali, come spieghi questo fenomeno? non credi che bisognerebbe coinvolgere i club che fanno questi campionati "minori" a organizzare tappe per il campionato italiano ufficiale Vespa Club d'Italia? Non sarebbe meglio decretare il campione italiano sulla base di più prove piuttosto che di una unica?

Mi dispiace smentirti ma le gare di Vesparaid sono aumentate moltissimo in questi ultimi due anni ed il motivo è proprio quello di aver optato per fare il Campionato Italiano di Vesparaid in prova unica già dalla passata stagione. Questo ha costretto gli organizzatori ad organizzare delle gare minori e quest’anno ci sono a calendario nazionale, cosa mai successa, ben 11 gare di specialità. Inoltre ci sono durante l’anno diverse gare regionali che non sono state messe a calendario nazionale perché gli organizzatori, benché da me sollecitati,  non lo hanno ritenuto importante. E’ nato un campionato regionale in Sicilia ed anche il campionato Triveneto in 4 prove, oltre ai campionati Lombardo e Piemontese–Ligure, e poi ci sono a calendario la 1000 km, una sei ore, una 100 km, un Campionato Storico in sei prove che già alle prime due gare ha avuto un notevole successo. Sono certo che siamo sulla strada giusta, agli organizzatori abbiamo dato tutto il materiale possibile, ora basta che i piloti non mangino solo dal loro piatto ma vadano ad assaggiare anche quelli degli altri... Il fatto è che noi tenevamo in piedi con le nostre Vespa il campionato Italiano Motoraid FMI, le gare che erano 4 o 5 le organizzavano i Moto Club, magari in collaborazione con qualche Vespa Club e si faceva un Campionato Italiano Vesparaid che era un doppione della categorian Scooter del Motoraid, che nel 2011 ha visto partecipare a tutte le gare solo nove piloti e tre squadre. Quando io sono diventato Direttore Sportivo del Vespa Club d’Italia ho subito voluto staccare le nostre gare da quelle della FMI per andare avanti autonomamente ed i frutti si sono visti già dal primo anno. La collaborazione con ASI ci permette di organizzare gare a basso costo anche per 40/50 piloti che con i vecchi sistemi ci sarebbero costate 1500 Euro. E con Asi ci costano solo 60 Euro di affiliazione. Manca di sicuro l’Europeo di Vesparaid, che è di competenza del Vespa World, fino a quando è stato dato in gestione al Vespa Club d’Italia tutto è andato bene ed era la più ambita manifestazione della stagione. Poi il Vespa World ha deciso di gestirlo in proprio ed abbiamo visto tutti cosa è successo: un regolamento assurdo fatto da persone incompetenti lo ha fatto morire miseramente. Comunque vediamo come andrà di anno in anno, se ci saranno le premesse si potrà anche  tornare a fare il Campionato Vesparaid in più prove, o se ci saranno enormi partecipazioni, fare le eliminatorie , intanto, che i piloti vengano alla prova unica, altrimenti le condizioni per cambiare le cose non ci sono di sicuro.

Al di fuori del Vespa Club d'Italia, si stanno affermando anche altre discipline sportive, come il campionato italiano su pista e i vari campionati di accelerazione, vedi un possibile futuro di queste discipline all'interno del Vespa Club d'Italia?

Come ho detto nella mia relazione a Palermo, io ho preso contatto con tutti quelli che fanno sport anche fuori il Vespa Club d’Italia e sono arrivato alla conclusione che siccome ci chiamiamo Vespa Club dobbiamo promuovere delle specialità che si praticano con la Vespa. Spesso invece quelle specialità sono praticate con mezzi che sono simili alla Vespa ma se guardiamo bene c’è solo la forma esteriore, non c’è telaio portante, motori di altre derivazioni, raffreddamenti a liquido eccetera. Inoltre i promotori di queste specialità, spesso lo fanno a scopo di lucro, quindi noi non possiamo promuovere certamente queste cose.
Comunque io non desisto, ho dato mandato a degli specialisti del settore di studiare un regolamento per la velocità da affrontare con Vespe originali o poco modificate, poi lo proporremo ai Club e se ci saranno delle adesioni possiamo anche partire con qualche prova di velocità, i circuiti ci sono, ma se alla fine i piloti non sono almeno una trentina i costi sarebbero insostenibili. Vediamo cosa succede.

Hai scritto un libro autobiografico riguardo le gare in Vespa, che esperienza è stata? è stato difficile? è stato un libro scritto negli anni o in un breve lasso di tempo?

Ho scritto un libro sulla Vespa ma non è autobiografico, è un manuale sportivo di Trial, Gimkana e Vesparaid. In questo libro edito da CLD LIBRI, metto a disposizione le mie esperienze per spiegare come affrontare le gare, come preparare le vespe, come allenarsi, e la tecnica di guida, inoltre ci sono tutti gli Albi d’Oro dei vari campionati vespistici dalle origini fino ai nostri giorni. Il tutto corredato da circa 180 foto che meglio spiegano le modifiche, la tecnica ed i vari concetti esposti.
Una parte del materiale lo avevamo già pubblicato negli anni scorsi sulla rivista ed altre cose le ho scritte appositamente, il lavoro è durato un inverno. Ora sto lavorando ad un altro progetto ma questa è una sorpresa vespistica per il prossimo anno….

In questi 2/3 anni che sei nel consiglio del Vespa Club d'Italia, ti sarai fatto un idea di quanto sia difficile organizzare il mondo Vespa a livello italiano, secondo te quali sono le migliorie più importanti da apportare all'interno dell'associazione?

Io sono nel Vespa Club da oltre 30 anni, ho partecipato alla fondazione del Vespa Club Rovereto giusto trenta anni fa. C’erano una cinquantina di Club e se ricordo bene circa cinquemila soci, ora i club sono più di 400 ed i soci più di 40 mila. Lo spirito che li anima però è sempre quello, la passione per lo scooter più bello del mondo. Secondo me non è difficile organizzare il mondo Vespa, certo ci vogliono delle regole che poi devono essere rispettate. I vespisti sono gente seria, se prendono un impegno lo portano avanti fino in fondo, raramente ho trovato vespisti che si sono mangiati la parola data. Secondo me, il continuo incremento è sinonimo di cosa che va bene.
Io in definitiva non vedo delle grosse migliorie da fare, diamoci tutti da fare, chi ha iniziative le metta in pratica, chi ha idee anche, personalmente sono disposto ad ascoltare tutti, ma “l’armiamoci e partite” o il “dovete fare” senza riscontri non mi sono mai piaciuti.

Come già scritto la tua è stata una vita di sport in Vespa, ti sei mai dedicato anche al Vespa turismo e, se si, quale il viaggio più impegnativo che hai affrontato?

Si ho girato da giovane l’Italia in Vespa, ma non per molti anni, ed ho partecipato anche ad una decina di Eurovespa, ma sempre con la Vespa al seguito, io prediligo la competizione al turismo. Penso che il mio viaggio più impegnativo lo devo ancora fare perché mi sono iscritto alla 1000 km vespistica che si svolgerà fra un paio di settimane, spero di non avere problemi.

Ti ringrazio per la tua disponibilità, vuoi aggiungere qualcosa o salutare qualcuno?

Ti ringrazio per avermi dato la possibilità di raccontarmi e spero di essere stato esauriente nelle risposte. Devo ringraziare per la mia carriera di sportivo di sicuro Luigi Frisinghelli, ma anche Roberto Leardi e tutti quelli che mi hanno aiutato. Grazie anche a tutti i Presidenti che mi hanno dato fiducia al Congresso di Roma votandomi nel Consiglio, spero di essere all’altezza e di portare avanti nel migliore dei modi i compiti che mi sono stati affidati. Infine voglio ringraziare i miei piloti del Vespa Club Rovereto e la mia collaboratrice Nayara, per le foto e la stesura delle classifiche dei vari campionati. Un grande “BUONA VESPA” a tutti!!    

Intervista a cura di Vittorio Vernazzano del Vespa Club Genova