Un terzo vespista ha portato la fiaccola olimpica, Fabio Cofferati

Ci sono sogni che nascono da bambini, crescono lentamente e restano silenziosi per anni, fino al giorno in cui trovano la strada giusta per tornare a brillare.

Il 16 gennaio 2026, tra i tedofori incaricati di portare la fiamma olimpica, c’era anche un vespista che alle Olimpiadi è legato da molto più di una semplice passione: Fabio Cofferati.

Il suo nome è ben noto nel mondo vespistico. Lo ricordiamo tutti con emozione quando, nel 2021, sulle orme della leggendaria impresa di Roberto Patrignani, intraprese il viaggio da Milano verso Tokyo a bordo di una Vespa, nel tentativo di raggiungere simbolicamente i Giochi Olimpici. Un viaggio nato per celebrare lo spirito olimpico, unire popoli e strade, e dimostrare che la Vespa non è solo un mezzo, ma una compagna di vita. Quel viaggio si fermò ai confini del Giappone, bloccato dalle restrizioni della pandemia, ma il sogno non si fermò. Oggi quel sogno ha trovato compimento.

A Bobbio, incastonata tra le colline della Val Trebbia e vestita a festa per il passaggio della fiamma, Fabio si è presentato con la sua Vespa VBB2, la stessa compagna che lo aveva portato verso l’Oriente. Un arrivo carico di emozione, accolto dall’affetto di sua moglie, dai suoi figli e dai numerosi soci del Vespa Club Piacenza, orgogliosi di vedere uno dei loro compagni diventare parte della storia olimpica.

Il momento più intenso è arrivato quando è stato il tempo di accendere la fiaccola e la Vespa. Come spesso accade nelle storie più vere, non tutto è stato perfetto. La Vespa stanca di chilometri, ricordi e traversate, ha esitato. Non per capriccio, ma forse per ricordare a tutti che certi cammini non sono fatti per essere sempre l’uno a cavallo dell’altra.

Così, in quell’istante sospeso, Fabio e la sua Vespa hanno proseguito fianco a fianco, come due vecchi compagni di viaggio che si rispettano, senza che l’uno prevalga sull’altra. E mentre la fiamma avanzava, agganciata al portapacchi anteriore della Vespa trainata a mano da Fabio, i soci del Vespa Club Piacenza hanno sollevato una fascia commemorativa dedicata ai 70 anni dalla precedente edizione dei Giochi Olimpici invernali a Cortina d’Ampezzo, come un saluto silenzioso, un abbraccio collettivo a una storia che continua a correre.

È stata un’immagine potente, capace di unire lo spirito olimpico a quello vespistico in un solo fotogramma. Perché in fondo, come Fabio stesso ha raccontato: «Il viaggio fino in Giappone lo ha fatto la Vespa».

E il viaggio di questo sogno, iniziato molti anni fa, continua ancora oggi, illuminato dalla stessa fiamma che accende il cuore di ogni vespista… e forse continuerà ancora in futuro.

 

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