Nel Chianti, quando passa una Vespa, non passa soltanto uno scooter. Passa un pezzo d’Italia. Passa un’idea di libertà che ha il profumo della benzina leggera, delle strade bianche, dei filari ordinati e delle domeniche che sembrano uscite da un vecchio film italiano. Così, sabato e domenica scorsi, il Vespa Club Valdelsa ha riportato sulle colline toscane quella liturgia gentile fatta di motori piccoli e sentimenti grandi, organizzando il “100 Km nel Chianti e nella Vernaccia”, un raduno che ormai appartiene alla memoria collettiva di questo territorio.
Cinquecentocinquanta Vespa, oltre settecento persone, settanta club arrivati da tutta Italia e perfino uno dalla Baviera. Numeri importanti, certo. Ma ridurre tutto ai numeri sarebbe ingiusto. Perché a Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Castellina in Chianti, San Gimignano e nel cuore vivo del Chianti non si è celebrato soltanto un raduno motociclistico: si è celebrato il viaggio.
C’erano Vespa lucidissime e Vespa segnate dal tempo. Colori pastello, cromature consumate, adesivi scoloriti dal sole. C’erano ragazzi e pensionati, famiglie intere, amici che si rivedono ogni anno. Gente arrivata da Monza, Gaeta, Asti, Acqui Terme, dalla Lombardia profonda. E poi quel gruppo tedesco partito dalla Baviera, perché certe passioni non hanno bisogno di traduzione.
Il sabato mattina il cielo aveva deciso di fare il toscano capriccioso. Pioggia sottile, insistente, quasi romantica. Eppure nessuno si è fermato. Le Vespa hanno preso la strada verso Castellina in Chianti come una lunga processione colorata tra vigneti e curve lucide d’acqua. Nel rumore dei motori si sentiva qualcosa di antico, quasi contadino: la capacità di andare avanti senza lamentarsi troppo.
La visita alla RCR Cristallerie Italiane è stata uno dei momenti più intensi della giornata. Perché il cristallo, da queste parti, non è industria: è identità. I vespisti hanno osservato il lavoro degli artigiani con quello stupore sincero che oggi sembra merce rara. Mani esperte, fuoco, precisione, tradizione. La Toscana migliore è questa: quella che sa ancora creare bellezza con pazienza.
Nel pomeriggio il tempo ha concesso una tregua. Le Vespa si sono dirette verso San Gimignano, tra le colline della Vernaccia. Il vino bianco più celebre di Toscana è diventato occasione di incontro e racconto. Bicchieri alzati, sorrisi, fotografie. Poi Colle Val d’Elsa, accolta con calore dal sindaco e dall’amministrazione comunale, che hanno aperto le porte del centro storico ai partecipanti. Tra pietra antica e scorci medievali, i visitatori hanno potuto conoscere da vicino la tradizione artigiana del cristallo, altro orgoglio di una terra che continua a difendere il proprio sapere.
Ma la domenica è stata l’apoteosi. All’alba, le strade del Chianti hanno iniziato a riempirsi di Vespa come un fiume lento e festoso. Cinquecentocinquanta mezzi lanciati su un percorso di 120 chilometri attraverso tre province, Siena, Firenze e Arezzo, in un viaggio che aveva il sapore dell’avventura semplice, quella che oggi sembra quasi rivoluzionaria.
Le soste sono diventate tappe emotive. Alla storica Cantina del Geografico, i partecipanti sono stati accolti nel cuore della tradizione vinicola chiantigiana. Poi il ritorno al Chianti-Nic, trasformato per un giorno in un grande villaggio popolare fatto di musica, ristoro e amicizie nate davanti a un piatto caldo.
Cinquecento pasti serviti grazie alla collaborazione con la Piscina e con Cecchini, nome simbolico della cultura gastronomica toscana. Una macchina organizzativa imponente, resa possibile dal lavoro silenzioso di volontari, supporter, associazioni e amministrazioni locali.
Il vicepresidente del Vespa Club Valdelsa ha voluto esprimere un’immensa gratitudine a tutte quelle persone che negli anni, e soprattutto in questa edizione, hanno collaborato alla riuscita dell’evento compiendo una vera impresa. Un lavoro fatto di ascolto, impegno e passione che ha permesso di realizzare una manifestazione andata ben oltre ogni aspettativa, sia per qualità che per numeri.
Durante le premiazioni è intervenuto anche Valerio Peruzzi, assessore allo sport del Comune di Colle Val d’Elsa, che ha parlato del valore del territorio e del profondo legame con il tessuto associativo locale, sottolineando come eventi di questo tipo riescano a promuovere non solo il turismo ma anche l’identità autentica della Valdelsa.
Parole di ringraziamento sono state rivolte alle amministrazioni comunali di Poggibonsi, Colle Val d’Elsa e San Gimignano, oltre a tutti i supporter e agli sponsor che hanno sostenuto il progetto. Per il Vespa Club Valdelsa, il “100 Km nel Chianti e nella Vernaccia” rappresenta oggi una delle manifestazioni più importanti d’Italia dedicate al mondo Vespa.
Il Vespa Club Valdelsa ha dimostrato ancora una volta che l’associazionismo, quando è autentico, riesce a fare ciò che spesso le grandi strategie turistiche inseguono senza riuscirci: creare comunità.
Alla fine, quando le Vespa hanno spento i motori e il Chianti è tornato al suo silenzio ordinario, è rimasta una sensazione difficile da spiegare. Quella di un’Italia che sa ancora stare insieme con semplicità, lungo una strada di collina, inseguendo il rumore gentile di un vecchio motore e la voglia di condividere il viaggio.
[Alessio Cioni]








