Il 1° raduno internazionale del V.C. Chivasso – 29-31 maggio 2026

Dopo quasi un anno di lavoro lo scorso fine settimana 29, 30 e 31 maggio 2026 si è tenuto il 1° Raduno Internazionale del VC Chivasso, valevole per il Campionato Turistico Nazionale. Dal 29 al 31 maggio il Foro Boario di Chivasso è diventato il centro di un evento che ha coinvolto vespisti, commercianti, artisti, associazioni e famiglie.

Circa 500 iscritti non sono un dettaglio organizzativo, sono la misura di un raduno riuscito, ma anche il segnale di una città che, per tre giorni, si è lasciata attraversare da una passione popolare, colorata, riconoscibile.

Il primo raduno internazionale organizzato dal Vespa Club Chivasso ha portato da noi vespisti da fuori regione e dall’estero, trasformando Chivasso in un punto d’incontro per una comunità che vive la Vespa non solo come mezzo, ma come linguaggio comune.

Dal 29 al 31 maggio il Foro Boario è diventato il centro operativo della manifestazione. Da qui sono passati incontri, saluti, iscrizioni, partenze, racconti di viaggio. E attorno a questo luogo si è costruito un programma che non si è limitato alla sfilata dei mezzi, ma che ha provato a coinvolgere la città intera: associazioni, commercianti, artisti, bambini, famiglie, amministrazioni e realtà del territorio.

Il dato più forte resta quello dei numeri… circa 500 iscrizioni per una prima edizione internazionale che segna anche i 74 anni di attività del club cittadino. Un risultato che non arriva per caso. Dietro ci sono mesi di lavoro e una rete di collaborazioni che ha tenuto insieme il Comune di Chivasso, il DUC Chivasso, Ascom Chivasso, il Comune di Castiglione Torinese e il Vespa Club d’Italia. Una macchina organizzativa complessa, ma capace di reggere l’urto di un evento grande, visibile, partecipato. Questo raduno è la dimostrazione vivente di quanto affetto c’è da parte di tutti nei confronti del Club e dei suoi membri.

La città è stata letteralmente “invasa” dalle Vespa: non una semplice passerella nostalgica, ma un modo diverso di vivere gli spazi urbani. Colazioni, aperitivi, pranzi e cene nei locali convenzionati hanno portato i partecipanti dentro il tessuto commerciale cittadino. Le visite guidate hanno aperto percorsi nel centro storico, al Canale Cavour che quest’anno compie 160 anni e quindi abbiamo potuto visitare il capolavoro di ingegneria idraulica dell’Ottocento, alla Croce Rossa Italiana, al Museo F.lli Borri che sono ricordati come “eroi senza tempo” del motociclismo. Abbiamo visto la famosa Norton 500 (1935) del padre, e la moto che nella trasferta a Bonneville, negli Stati Uniti d’America, per la «Speed Week 2018», li ha visti trionfare nella categoria «moto nuda» con una velocità di 91.822 miglia all’ora e al Parco del Chiostro di Castiglione Torinese. Il raduno ha funzionato perché non è rimasto chiuso nel recinto degli appassionati… ha cercato la città… e la città ha risposto.

La chiusura è arrivata con il pranzo di gala al Palalancia, la benedizione fatta da Don Gianpiero (parroco della Parrocchia della Madonna del Rosario) e con le premiazioni finali di tutti i partecipanti, affidate alla madrina Alessandra Sgura.

Riconoscimenti ulteriori sono stati assegnati a singoli vespisti, che in ordine dal primo al quinto posto sono: Antonino Putaggio da Marsala, Antonia Maria Martinico anch’essa da Marsala, Antonino Gulotta da Erice, Teresa Licata sempre da Erice e Francesco Nicosia da Villa Rosina (Trapani). Premi aggiuntivi anche ai Club, che nuovamente dal primo al quinto posto sono: Vespa Club Venaria Reale – Italia ASD, Vespa Club Ruote d’occidente ASD, Vespa Club Augusta ASD, Vespa Club Domodossola ASD e Vespa Club Artena. Questo raduno, infatti, fungeva anche da tappa valida per il Campionato Turistico 2026.

Un momento conclusivo che ha restituito il senso di una manifestazione costruita non solo sui motori, ma sulle relazioni.

C’è stato spazio anche per l’arte in questa “tre giorni di fuoco”. Il maestro Francesco Capello, pittore iperrealista di fama internazionale, ha esposto opere dedicate al nostro scooter italiano, portando dentro il raduno uno sguardo diverso sulla Vespa, che è diventata non solo oggetto da guidare, ma immagine, memoria, simbolo. Accanto a lui Carlo Cena, artigiano del libro, ha presentato manufatti realizzati a mano con copertine ispirate ai dipinti dell’artista. Un incontro tra manualità, pittura e cultura popolare che ha dato profondità a un evento altrimenti facile da ridurre a folklore motoristico.

Importante anche la presenza dei bambini e ragazzi di Prisma Laboratorio Artistico. I giovani allievi dei corsi di disegno hanno esposto le proprie opere a tema Vespa, donando alla manifestazione uno sguardo fresco, libero, meno legato alla nostalgia e più vicino alla fantasia.

Non è mancata poi la beneficenza. Presenti, infatti, anche Telethon con i suoi prodotti solidali e Ascom, che ha sostenuto Faro – Samco con un’iniziativa volta a raccogliere fondi mettendo a disposizione 70 stampe uniche di un’opera del pittote Capello.

Il primo raduno internazionale del Vespa Club Chivasso lascia un risultato concreto: numeri importanti, una città coinvolta, una rete di collaborazioni che ha funzionato e un’immagine positiva del territorio. Non era scontato. Organizzare un evento così significa tenere insieme logistica, accoglienza, sicurezza, relazioni istituzionali e partecipazione… questa volta l’equilibrio è stato trovato.

Chivasso ha dimostrato che quando le energie locali lavorano nella stessa direzione, anche una passione su due ruote può diventare un fatto collettivo. E il Vespa Club si è palesato per ciò che è realmente… molto più di un’associazione, ma una comunità organizzata, riconoscibile, capace di mettere insieme generazioni diverse e di far battere il cuore della città.

 

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