Raduni che non sono soltanto eventi sportivi. Piccoli racconti collettivi fatti di strada, incontri e soste improvvise davanti a un panorama che impone silenzio. A Bolsena è andata in scena la prima tappa del Trofeo GPA – Grand Prix Automatiche, dedicato alle Vespa automatiche moderne, e più che una gara è sembrato un viaggio dentro l’Italia più autentica.
Bolsena, il lago e l’inizio di una storia
Il ritrovo in piazza Dante, affacciata sul Lago di Bolsena, ha dato subito il tono dell’evento: acqua ferma, luce piena, Vespa allineate come se fossero parte del paesaggio da sempre. Il progetto GPA nasce con un’idea chiara: dare spazio alle Vespa automatiche, valorizzando una nuova generazione di mezzi senza tradire lo spirito originario del vespismo.
Una formula che sta trovando attenzione crescente, perché unisce turismo, socialità e guida, senza la rigidità della competizione pura.
Il viaggio nella Tuscia: dove la strada incontra la storia
Il percorso non ha avuto fretta. E forse non avrebbe potuto averla. La carovana ha attraversato scenari che sembrano messi lì apposta per ricordare quanto l’Italia sia ancora capace di stupire: le visioni sospese di Civita di Bagnoregio, il verde del Lago di Vico, le curve dolci verso Montefiascone e poi giù, dentro la storia.
A Viterbo, accompagnati dalla guida turistica, i partecipanti hanno vissuto il fascino del Palazzo dei Papi, della Cattedrale di San Lorenzo, del centro storico medievale e della Chiesa di Santa Rosa, dove gli affreschi conservano ancora una forza narrativa sorprendente.
A Tuscania, il tempo sembra essersi fatto più lento. Il borgo e la Chiesa di San Pietro hanno accolto il gruppo in un silenzio quasi sospeso, fatto di pietra, vento e memoria.
A Montefiascone, il raduno ha trovato uno dei suoi momenti più iconici: la foto di gruppo con il Lago di Bolsena sullo sfondo, immagine semplice e potente allo stesso tempo.
Caldo, fatica e leggerezza vespistica
La giornata è stata segnata da un caldo intenso, quasi ostinato. Eppure, nei raduni Vespa, anche la fatica diventa parte del racconto, qualcosa che si trasforma in memoria condivisa.
Il pranzo in un agriturismo con vista sul Lago di Vico ha restituito energia e convivialità, mentre l’apericena finale in un lido sul Lago di Bolsena ha chiuso la giornata con la luce morbida del tramonto e la sensazione tipica delle cose ben riuscite.
I club presenti e lo spirito del GPA
Hanno partecipato al percorso i club Il Ponte Mediceo, Antonino Carrara, Domodossola, Leoni Rossi, Castellazzo Bormida e Spoleto, insieme a diversi appassionati presenti fuori classifica, a dimostrazione che il GPA è prima di tutto un luogo d’incontro e non soltanto una competizione.
Perché il regolamento è chiaro e inclusivo: tutte le Vespa automatiche possono partecipare ai raduni GPA anche senza concorrere alla classifica, mantenendo intatto lo spirito turistico e aggregativo dell’iniziativa.
Il finale di stagione: Ponte a Cappiano
Il calendario prosegue con la seconda tappa a Calasetta in Sardegna (28–29 agosto) e la terza a Valeggio sul Mincio (25–26 settembre), prima di arrivare al gran finale.
Il 17 e 18 ottobre sarà Ponte a Cappiano a chiudere il Trofeo GPA – Grand Prix Automatiche, in un appuntamento che si preannuncia centrale per l’intera stagione.
L’evento sarà organizzato dal Vespa Club Il Ponte Mediceo, realtà toscana tra le più attive e riconosciute, capace nel tempo di costruire raduni che uniscono territorio, accoglienza e cultura vespistica. Ponte a Cappiano, con il suo ponte storico e il contesto della campagna toscana, diventerà così il teatro naturale di una conclusione che non sarà soltanto sportiva, ma soprattutto umana e sociale.
Il GPA continua a crescere come idea prima ancora che come campionato. Un modo di vivere la Vespa automatica che mette al centro la strada e le persone, più che la prestazione.
Perché alla fine resta questo: la sensazione che ogni chilometro condiviso abbia più valore del risultato, e che ogni incontro nasca proprio dove finisce la mappa e comincia il viaggio.
[Alessio Cioni]
















