“La Vespa alle Olimpiadi”: a Milano una mostra “da medaglia d’oro”

In questo festoso clima olimpico, dove la nazionale azzurra sta facendo incetta di medaglie, anche la Vespa si mette in mostra nella sede centrale dell’Automobile Club di Milano dal 19 febbraio al 5 marzo.
Qualcuno potrebbe pensare che l’accostamento potrebbe essere azzardato, ma a ben vedere essa ha lasciato anche lì testimonianza del suo passaggio.

Vespa ha una particolare similitudine con il motto delle Olimpiadi: “Citius, Altius, Fortius” (Più veloce, più in alto, più forte) è quello che incarna il suo destino. La ricerca del miglioramento continuo studiato dalla sua madre Piaggio le ha permesso di primeggiare e di vincere a braccia alzate su tutti i mercati mondiali.

CITIUS, raggiungendo nel 1951 il record mondiale di velocità
ALTIUS, tagliando la meta di 20 milioni di esemplari prodotti
FORTIUS, non arrendendosi mai alle crisi di vendita incontrate in 80 anni di storia.

Poi nella sua vita ha avuto una brillante e premiata carriera sportiva culminata, oltre che con il record già citato, con le vittorie alla Sei Giorni di Varese nel 1951, conquistando ben nove medaglie d’oro nella giornata conclusiva all’autodromo di Monza.
In questa mostra, che ha avuto il Patrocinio del CONI, potrete vedere una delle Vespa originali che erano assegnate agli atleti del villaggio olimpico a Roma nel 1960 con un corredo fotografico di numerosi campioni immortalati alla sua guida; dal grande pugile Nino Benvenuti al “piè veloce” Livio Berruti, olimpionico sui 200 metri nell’atletica leggera.
Potrete conoscere la storia di Roberto Patrignani: giovane milanese, appena laureatosi nel 1964, decise così, su due piedi, come noi oggi lo facciamo per una cena tra amici, di partire dalla sua città per raggiungere in Vespa la capitale nipponica in vista dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Tokyo.
Partì tra ali di folla dal Palazzo Piaggio in Corso Sempione a Milano per affrontare un viaggio avventuroso, tra mille peripezie, conclusosi vittoriosamente proprio allo stadio di Tokyo dove il giovane Roberto consegnò al Presidente del Comitato Organizzatore giapponese una lettera di augurio dal CIO di Roma.
La sua Vespa, con parte dell’equipaggiamento, sarà lì esposta con gli scatti fotografici che raccontano civiltà lontanissime dalla nostra e che meravigliarono non poco il giovane vespista.

Un’altra Vespa esposta che risale al 1956, con gli sci al seguito, ricorderà le prime Olimpiadi tenutesi in Italia proprio a Cortina con immagini storiche delle gare e delle relative affiches.
Un modo, per concludere, di ricordare ancora una volta una piacevole vicenda di una piccola creatura operaia che sulle sue ruotine ha unito ed emancipato il nostro popolo.

 

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