La storia vespistica di Giorgio Càeran – V.C. Crema, 9 dicembre 2025

Si è svolta mercoledì 9 dicembre a Crema l’ultima tappa della manifestazione “Nonsoloturisti”, giunta quest’anno alla 24° edizione. La serata, organizzata da Andreina Castellazzi in collaborazione col Vespa Club Crema, è volta a ricordare la figura del celebre concittadino Giorgio Bettinelli, attore, autore, cantante, scrittore e infine viaggiatore in Vespa di lungo corso.

Ogni anno vengono invitati a raccontarsi personaggi del mondo vespistico: scrittori, viaggiatori, artisti o semplici appassionati. Questa volta, dopo un lungo corteggiamento, l’ospite d’onore è stato il comasco Giorgio Càeran, spesso schivo ai riflettori del grande pubblico. Intervistato da Fabio Cofferati e moderato dal giornalista Antonio Guerini, egli ha aperto la valigia dei ricordi e come un fiume in piena ha catalizzato l’interesse degli spettatori in sala per due ore.

Giorgio, classe 1952, fin da ragazzo è stato mosso dallo spirito di libertà individuale per accrescere la sua esperienza di vita e mettere da parte quella timidezza che lo ha sempre contraddistinto. I suoi primi contatti con il mondo esterno sono stati a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 a bordo di una Vespa 50 incontrata per caso, con cui ha intrapreso il giro d’Italia; poi nel 1973 il salto di qualità: convinto dal fratello, acquista una nuova fiammante Vespa Rally 200 munita di miscelatore automatico ribattezzata Gigia. Ai tempi era una novità assoluta e non c’erano possibilità di avere riscontri e paragoni con altri acquirenti, così per Giorgio fu un mezzo azzardo, anche perché di meccanica ci capiva poco o nulla.

Aveva però le idee ben chiare su cosa avrebbe fatto di lì a poco con questo mezzo; infatti, dopo aver preso dimestichezza con esso, nel 1976 organizza una spedizione solitaria a Capo Nord, durante la quale, sulla via del ritorno, subisce un brutto incidente. Ancora degente presso l’ospedale norvegese di Narvik, fantastica di ripartire sulla via delle indie; quindi, una volta ristabilitosi e tornato in Italia, si getta a capofitto in questo nuovo progetto: per la preparazione e l’allestimento della Vespa viene aiutato e consigliato da Roberto Patrignani, autore del celebre raid Milano-Tokyo.

Partito ad agosto 1977, farà ritorno a Cermenate (CO) a luglio 1978, dopo oltre 300 giorni di viaggio, 23.000 km e mille peripezie, raccontate in seguito nel libro “La via delle indie in Vespa”, edito nel 1983. Dopo il viaggio la Vespa fu ricoverata da un meccanico Piaggio e in seguito abbandonata e dimenticata, ma ella aveva acceso definitivamente il fuoco della scoperta nel cuore di Giorgio. Negli anni successivi attraversò il Sahara in autostop, viaggiò per tutto il sud America e poi ancora in Africa, sempre con pochi mezzi e poche risorse, in un’epoca lontanissima dal modo di viaggiare odierno.

Negli anni ’90 conosce Marika, che poi diventerà sua moglie: i ritmi rallentano, i viaggi non sono più in solitaria, ma l’entusiasmo è sempre quello. Nel 2013 insieme alla figlia Chiara percorre a piedi il cammino di Santiago di Compostela tra Spagna e Portogallo, da cui nasce il libro “Papà, andiamo a Santiago?”, confronto tra un padre maturo e la figlia adolescente trasposti al di fuori del contesto famigliare. Oggi Giorgio è un tranquillo (ma mica tanto) pensionato a cui piace ancora spostarsi e soprattutto ricordare, dato che quest’anno è appena uscito il suo settimo libro “Prima c’era la Gigia, oggi c’è Penny”, il racconto di più di cinquant’anni inseguendo il mondo.

È capitato molte volte in passato che appassionati vespisti chiedessero a Càeran che fine avesse fatto la Vespa protagonista dei suoi viaggi, ma Giorgio, assolutamente non attaccato alle cose materiali, ha sempre candidamente detto di non essersene più interessato. Succede però che nel 2021, sistemando casa, ritrova la targa e i documenti della Gigia e incredibilmente, l’anno successivo, durante lo sgombero di una cantina presso il suo paese natale, sbuca addirittura un telaio malconcio di Vespa che risulta essere proprio quella di Giorgio. Egli prontamente segnala il ritrovamento all’amico Fabio Cofferati, il quale dopo il “pronto soccorso” si impegna a far risorgere la Gigia come la Fenice dalle sue ceneri.

Dopo aver recuperato un motore idoneo e i pezzi mancanti, ci sono voluti tre anni di paziente restauro, ma alla fine la promessa è stata mantenuta e con sommo stupore, i due si sono ricongiunti a sorpresa dopo 45 anni. Indescrivibile lo stupore di Giorgio, quasi impaurito e timoroso di ritrovarsi al cospetto della sua amata Vespa, ma una volta rotto il ghiaccio, è salito in sella raccontando in presa diretta tutte le modifiche approntate all’epoca per affrontare il raid asiatico. Per i presenti un momento emozionante e per certi versi storico, ciliegina sulla torta a conclusione di un’edizione di “Nonsoloturisti” da ricordare.

 

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